Sfide e record

Sfide e record

Sfide e record

La curiosità di approfondire nuovi temi ponendoci le giuste domande, ci permette di aprirci alla conoscenza e alla libertà.

Un percorso di crescita ha senso se ci agevola nell’incominciare a inserire qualcosa di nuovo da subito nella nostra vita.

Ogni giorno si faranno dei piccoli passi che con il tempo diventeranno sempre più grandi e con cadenza sempre più veloce, in quanto staremo correndo verso la nostra più bella vita e cioè quella che abbiamo sempre desiderato.

Per non farsi dire: “Se continui a fare ciò che hai sempre fatto, otterrai solo quello che sino a ora hai ottenuto”, decidiamo di cambiare, fermandoci per poi ripartire, regalandoci la libertà di autorealizzarci.

Le sfide sono sempre pronte ad accoglierci, ma noi siamo pronti ad accogliere loro?

Dalle più piccole alle più grandi ci portano a dei cambiamenti e, per puntare in alto e ancora di più, dobbiamo andare oltre le zone di comfort, metterci alla prova, con autodisciplina, nella convinzione che non esistono obiettivi irrealizzabili poiché l’impossibile diventa possibile per chi ha una visione chiara e crede in se stesso.

Ogni vibrazione che sentiamo quando accettiamo una sfida deve essere per tutti considerata il rumore del motore appena si gira la chiave e da lì tutta l’energia che si genera sarà diretta a creare nuove abitudini positive e proattive volte al raggiungimento del risultato.

Mai darsi per vinti! Si, ce la possiamo fare! Il successo sarà nostro!

Per secoli le persone avevano ritenuto impossibile correre un miglio al di sotto dei quattro minuti, alcuni famosi scienziati avevano addirittura ipotizzato che superare quella barriera avrebbe portato il cuore a scoppiare. Ci volle un esempio come quello di Roger Bannister che il 6 Maggio 1954 rese possibile l’impossibile.

Quel giorno, l’annunciatore, Norris McWhirter, quello del Guinness Book, non riuscì a finire la frase: “Signore e signori, il tempo è di 3’…..” Solo quello importava: la parola tre. La folla ruggì di felicità: tutti a correre, ad applaudire, ad abbracciarsi. Quel muro invalicabile non c’era più, significava l’atterraggio nel mondo nuovo, il piede posato su un pianeta proibito.

Passato un anno, erano già trentasette le persone in tutto il mondo ad aver compiuto l’impresa e da li all’anno successivo altre 300 persone avevano infranto la barriera.

Siamo in un momento storico molto particolare, in cui le scoperte e le invenzioni non hanno mai fine e le evoluzioni dal punto di vista tecnologico e scientifico sono repentine e tutte ci rendono sempre più cosmopoliti in un mondo in cui la differenza sarà sempre più dettata dalla nostra capacità di utilizzare le risorse che abbiamo internamente.

Per fare questo è necessario guardare quello che si ha, non quello che non si ha e con quello che si ha, facciamo il massimo che ci sia possibile fare.

Non sarà la nostra ricchezza a fare di noi una persona importante ma la nostra capacità di creare ricchezza, ANdrea.

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